Associazione Artigiani della provincia di Vicenza
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VILLA FABRIS - Thiene
Il progetto di recupero e la Scuola Internazionale di Restauro

Villa Fabris
- vedi planimetrie - vedi offerte formative -

LA CONVENZIONE TRA L'ASSOCIAZIONE ARTIGIANI DELLA PROVINCIA DI VICENZA E IL COMUNE DI THIENE
Il 16 maggio 2000 tra il Comune di Thiene e l'Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza venne stipulata una Convenzione che concede in uso gratuito a quest'ultima, per un periodo di 25 anni, rinnovabile, il complesso monumentale di Villa Fabris, di proprietà comunale, da adibire a Centro per l'insegnamento del restauro, e in particolare a Scuola Internazionale di Restauro con attività ad essa correlate e funzionali quali mostre, simposi, esposizioni, convegni, corsi complementari di artigianato artistico, diretti a promuovere le vocazioni territoriali.
A fronte di ciò l'Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza si impegnò:

  • a chiedere e ottenere tutti i permessi necessari all'utilizzo dell'immobile come scuola per l'Artigianato;
  • a garantire i necessari interventi conservativi e di adeguamento funzionale del monumento e in particolare:
    • completamento dell'intervento di restauro delle ali;
    • restauro delle barchesse poste lungo Via Gorizia;
    • esecuzione del completo restauro della Tinaia;
    • completamento dei lavori di restauro della facciata del corpo centrale della Villa;
    • completamento del restauro degli apparati decorativi interni in legno, degli affreschi e degli intonaci del corpo centrale della Villa;
    • esecuzione dei lavori di restauro dell'esedra e delle relative fontane antistanti la Villa lungo Via Trieste;
    • sistemazione del parco e dell'area scoperta, nonché della cappella gentilizia;
    • restauro del muro di recinzione lungo Via Gorizia con consolidamento statico, ripristino della continuità strutturale, stuccatura delle connessioni, sostituzione rete metallica;
    • costruzione di nuova recinzione lungo Via Damiano Chiesa formata da parte cieca in sasso e soprastante cancellata in ferro;
    • ad attivare e rendere funzionante la Scuola Internazionale di Restauro entro 5 anni dalla stipula della Convenzione;
    • a concederne l'accesso al pubblico con visite guidate.

UTILITA' E PRESTIGIO DELL'INIZIATIVA AVVIATA
Si tratta di un'iniziativa estremamente rilevante, auspicata in zona fin dal secondo dopoguerra, che interessa un ampio bacino di utenza in tutto il Triveneto. La necessità di una struttura di formazione e qualificazione delle maestranze che operano nel restauro edilizio e artistico è difatti avvertita sempre di più per la grave carenza di operatori specializzati. Da vari decenni si sta assistendo all'impoverimento del settore e alla progressiva scomparsa di manualità, conoscenze, tecniche sapienti, da sempre patrimonio dell'Artigianato, per mancanza di ricambio generazionale, di un "vivaio" che solo adeguati incentivi di valorizzazione del settore avrebbero potuto garantire.
Si rischia pertanto di non essere più in grado - cosa che gli addetti ai lavori toccano con mano ogni giorno - di riprodurre tecnologie costruttive tradizionali, quelle con cui sono stati creati i nostri centri storici (frutto esclusivamente del lavoro di artigiani) nonché di garantire adeguatamente la conservazione dell'immenso patrimonio storico-artistico nazionale. La Scuola Internazionale di Restauro dovrà inoltre contribuire a modificare una mentalità corrente che riproduce artificiosamente una netta divisione, se non un'antinomia, tra lavoro manuale e intellettuale, e che tende a valorizzare solo quest'ultimo.

IL PROGETTO
L'incarico per la progettazione e la direzione dei lavori degli interventi di restauro e adeguamento funzionale di Villa Fabris sono stati affidati dall'Associazione Artigiani allo Studio AEDITECNE di Vicenza, degli Architetti Paolo Fasolato, Renata Fochesato e dell'Ing. Carlo Loro, specializzato nel settore del restauro monumentale.
Il progetto generale prevede la creazione di un importante polo didattico operativo integrato, secondo criteri e concezioni all'avanguardia a livello europeo, per l'attivazione di diversi corsi coordinati dal prof. Cesare Feiffer, diversificati per le due figure professionali: l'"artigiano tradizionale" e l'"artigiano conservatore".

Si prevede di articolare lo sviluppo della Scuola su tre livelli:

  • la Scuola internazionale di restauro e di conservazione, con l'intento di formare giovani, che hanno assolto la scuola dell'obbligo;
  • i corsi di formazione riservati a imprenditori, ai collaboratori e ai dipendenti di imprese artigiane e piccole imprese che operano nel settore;
  • i corsi di formazione per professionisti (architetti, ingegneri, eccetera).

L'offerta formativa verterà orientativamente sulle seguenti discipline e i temi specifici:

  • la riproduzione su pietra;
  • il marmorino;
  • l'intaglio del legno;
  • la doratura del legno;
  • la conservazione degli elementi lapidei;
  • la conservazione di intonaci e decorazioni a stucco;
  • la conservazione dei mobili in legno;
  • la tecnica dell'affresco;
  • il ferro battuto;
  • lo sbalzo;
  • i pavimenti in terrazzo alla veneziana;
  • la conservazione degli affreschi.

Inoltre i percorsi didattici riguarderanno la formazione delle seguenti figure:

  • tecnico del rilievo architettonico e territoriale;
  • operatore professionale del restauro architettonico;
  • tecnico per la diagnostica non distruttiva.

Il progetto generale è già stato predisposto ed è stato oggetto di approvazione da parte della competente Soprintendenza nel gennaio scorso.
Attualmente si stanno definendo i vari stralci esecutivi. L'avvio dei lavori è previsto entro la fine del 2002.
Sono previsti spazi espositivi, magazzini e depositi per materiali e manufatti, laboratori, aule didattiche, spazi per attività amministrative e di rappresentanza, archivi amministrativi e didattici, sala riunioni, sala video-informatica, biblioteca, sala lettura, spazi per attività ricreative e di ristoro, attrezzati con office scalda-vivande, e, nel piano sottotetto, l'Aula Magna con salette annesse.
Complessivamente l'intervento prevede una spesa di € 3.212.361.
A favore del progetto, riconosciuto "meritevole del sostegno regionale, in quanto viene configurato lo svolgimento di un'attività di preminente interesse generale, con la finalità di visualizzare la tipicità del settore", la Regione Veneto ha previsto nel proprio bilancio un primo finanziamento di € 258.000.
La Società Autostrada Brescia Padova ha inoltre impegnato sul medesimo progetto un'ulteriore somma di € 258.000.
Con destinazione specifica all'organizzazione della Scuola, per l'avvio e la messa a regime dell'attività formativa, la Camera di Commercio di Vicenza ha inoltre una previsione di spesa nel proprio bilancio di € 77.000.
A copertura dell'intero importo è previsto il concorso di ulteriori linee di finanziamento da parte di enti pubblici e pubblico-privati.

IL COMPLESSO MONUMENTALE DI VILLA FABRIS: CENNI STORICI E DESCRIZIONE
Il complesso di Villa Fabris in Thiene, vincolato ai sensi del D. Lgs 490/99 (già L.1089/39), rappresenta uno degli esempi più significativi in terra vicentina di quella cultura architettonica neoclassica di matrice illuministica che, a cavallo tra la seconda metà del Settecento e i primi anni del secolo successivo, fu ampiamente divulgata sul territorio, soprattutto grazie all'opera degli architetti "neopalladiani", primi fra tutti Ottone Calderari e Ottavio Bertotti Scamozzi.
L'autore del nostro edificio è ancora sconosciuto, anche se il Cevese alcuni anni orsono fece cautamente il nome dell'architetto feltrino Antonio De Boni, in base ad alcuni riscontri stilistici con altre realizzazioni nel territorio. Al di là del problema dell'attribuzione, l'architettura della Villa Chilesotti-Fabris si distingue per l'ariosità delle proporzioni, per la limpidezza del partito architettonico, per la freschezza degli ornati.
Il complesso come si presenta oggi, piuttosto vasto, è in realtà il risultato dell'addizione di più corpi edilizi eretti in epoche successive.
Il corpo padronale della Villa fu senza dubbio eretto nel corso del Settecento anche se i caratteri, ispirati al classicismo di ascendenza neopalladiana della facciata principale, fanno ritenere che l'intervento architettonico più significativo sia stato compiuto sullo scorcio del secolo, probabilmente su preesistenti strutture barocche.
Il prospetto su strada, che è quello principale, si compone di due piani articolati in un pianterreno bugnato e in un piano nobile, pure a bugnato gentile, caratterizzato in corrispondenza del salone centrale da un partito architettonico lievemente aggettante con quattro semicolonne corinzie reggenti un frontone triangolare, a sua volta concluso da tre statue sommitali.
L'evidenza plastica di questo episodio classicistico è affidata soprattutto al morbido modellato dei festoni e dei capitelli corinzi delle colonne.
Tre finestre rettangolari si aprono negli intercolumni (particolarmente strette quelle laterali, più larga quella centrale). Altre quattro finestre rettangolari si distribuiscono ai lati del settore centrale, stagliandosi nitide nel bugnato gentile del grazioso prospetto.
L'unico elemento curvilineo è il portone d'ingresso, affiancato da due oculi circolari; il motivo si ripete uguale nella facciata posteriore. Questa, affacciata sul giardino, presenta un tono più dimesso rispetto al prospetto su strada, ma è ingentilita da un bellissimo elegante ballatoio sagomato, con ringhiera in ferro battuto.
Piuttosto scenografico appare l'inquadramento prospettico del fronte principale, caratterizzato da una bellissima esedra in pietra, abbellita da decorazioni scultoree e da due deliziose fontanelle; oggi Via Trieste si interpone tra il corpo della Villa e l'esedra antistante, che un tempo, quando la Villa era inserita nel contesto di una vasta campagna circostante, costituiva il monumentale accesso alle vaste proprietà terriere.
La pianta del corpo padronale rispecchia la tradizionale tipologia della villa veneta con il lungo salone passante, che prende luce dai due prospetti e con le stanze distribuite simmetricamente ai lati. Dal lato orientale del salone si accede allo scalone monumentale, coperto da volte a botte, che collega i piani superiori.
Dei due saloni passanti, quello a piano terra è ornato alle pareti da affreschi con grottesche di gusto neoclassico e neopompeiano entro riquadri architettonici; quello al piano nobile presenta solo tracce di decorazione architettonica ad affresco. Anche alcune delle sale laterali presentano alle pareti decorazioni ad affresco o a tempera con motivi a grottesche, architettonici o naturalistici, eseguiti per lo più agli inizi del XIX secolo. Pregevoli i pavimenti originari in battuto alla veneziana e le decorazioni a tempera sulle travature lignee e sulle porte, di sapore tardo-settecentesco. Il sottotetto è caratterizzato da un unico grande ambiente con copertura a padiglione su grandi capriate lignee recentemente restaurate.
Un episodio saliente è inoltre rappresentato dalla cappellina curiosamente ricavata nel sottotetto, con affreschi di carattere religioso nella piccola volta in malta e arelle.
Ai fianchi del corpo padronale della Villa si aprono lungo Via Trieste due lunghe ali a due piani, dal tono piuttosto semplice, che esaltano per contrasto l'emergenza del prospetto principale dell'edificio.
Uscendo nel giardino posteriore, a sinistra si notano le strutture seicentesche di una barchessa a tre fornici con eleganti e sobrie riquadrature ad intonaco. A questa si addossa un modesto corpo rustico con tre pilastri in mattoni di epoca piuttosto recente.
A destra si estende invece un corpo edilizio a due piani con tetto a padiglione, di semplicissime forme neoclassiche ma molto ben proporzionato (anche se recentemente sconvolto dall'apertura di un'autorimessa). Addossata a questa si trova una piccola serra ottocentesca di squisite fattezze neoclassiche con colonne doriche e pregevoli ornamenti in ferro battuto.
È interessante notare l'esistenza di un tratto superstite del portico a colonne doriche con tetto a falda che anticamente doveva cingere i prospetti delle lunghe ali laterali della Villa verso il giardino.

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